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Creare influencer virtuale: il nuovo must del marketing online

L’influencer marketing è già da diversi anni uno dei pilastri di una campagna di marketing strategico che integra diversi canali e punta a pubblici diversificati. In questo senso, per qualsiasi azienda scegliere la persona che la possa rappresentare è una risorsa, ma anche una potenziale arma a doppio taglio. Sappiamo che chi spopola sul web e sui social media può, come qualsiasi essere umano, compiere degli errori che costano decine e centinaia di migliaia di euro di perdita a un’impresa. La soluzione? Creare un’influencer virtuale, una “persona” che non esiste e che non rischia di andare off-script. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Cos’è l’influencer virtuale

cos'è l'influencer virtuale aitana

L’intelligenza artificiale ci ha ormai abituati ad ampliare la sfera delle possibilità, anche nel campo dell’influencer marketing. Possiamo creare l’influencer virtuale perfetta o perfetto, la persona giusta che sappia rappresentare degnamente il nostro brand. Come facciamo a esserne sicuri? Perché la programmiamo noi in ogni dettaglio. L’influencer virtuale è un’entità creata dai software di intelligenza artificiale attraverso i prompt che noi elaboriamo e proponiamo. Insomma, possiamo crearla a immagine e somiglianza del brand.

Come creare influencer virtuale perfetta

Prima di passare alla realizzazione vera e propria, bisogna studiare nel dettaglio tutte le caratteristiche che vogliamo infondere alla nostra brand ambassador. Proprio come faremmo con un’influencer reale, andiamo ad analizzare le buyer personas che ci interessano e troviamo l’essere umano che possa raggiungerle con maggiore efficacia. In questo senso, ci troveremo a ragionare su:

  • l’età media dei nostri potenziali clienti;
  • gli interessi, i prodotti e gli argomenti che stanno a cuore a quella fascia d’età;
  • il livello di istruzione;
  • il tipo di linguaggio più adatto per la comunicazione;
  • le caratteristiche fisiche e caratteriali che possono rendere l’influencer virtuale più affidabile agli occhi del pubblico.

Poi analizzeremo anche i canali da utilizzare per dare letteralmente voce alla nostra o al nostro influencer.

Creare influencer virtuale con l’AI

come creare influencer virtuale

Tutta l’analisi preliminare ci serve a dare all’intelligenza artificiale il prompt più preciso ed efficace possibile, in maniera che il software utilizzato ci restituisca una persona virtuale con le caratteristiche giuste. In base al pubblico a cui ci rivolgiamo, la nostra ambassador sarà vivace e frizzante, modaiola, appassionata di cause sociali, interessata alla cultura o al food e lifestyle. Sarà insomma perfetta per rappresentare il nostro brand. Il prompt, affinato al meglio per rispondere a tutte le nostre esigenze, va scritto in modo comprensibile e chiaro per tirare fuori la creatura virtuale giusta. Si può, poi, aggiustare il tiro se sentiamo che alla persona creata artificialmente manca qualcosa per apparire autentica e coinvolgente.

I software di AI adatti a questo scopo

La più raffinata intelligenza artificiale in grado di trasformare un prompt in immagini reali è Dall-E l’algoritmo che partendo da semplici istruzioni realizza un’immagine realistica e dettagliata. Ci sono diverse versioni del software che dalla sua creazione ad oggi si è evoluto in modo straordinario. Altre AI che possono servire allo stesso scopo sono Runway e DeepAI. Ma attenzione. Anche sui canali che usiamo abitualmente per la ricerca e la creazione delle immagini sono state implementate funzioni di intelligenza artificiale avanzata. Ad esempio, su Canva e Shutterstock.

Le influencer virtuali e i brand

Per capire se l’idea di creare un’influencer virtuale funziona, ci basta guardare agli esempi di grandi marchi che hanno già scelto questa via. Una delle prime è stata la griffe di moda italiana Prada, seguita da Calvin Klein, Samsung, Gucci Spotify e tanti altri. Le campagne che hanno sfruttato “persone” virtuali sono risultate vincenti anche grazie al de-influencing, fenomeno che cavalca la stanchezza palesata da molti utenti di sentirsi dire cosa fare e cosa comprare dai social media guru classici.
Una influencer virtuale interagisce con il pubblico e crea contenuti engaging sui social media. Ma risulta – infatti e per assurdo – meno artefatta di una persona il cui lavoro è influenzare le scelte degli utenti.

Chi è l’influencer virtuale italiana più famosa?

virtual influencer italiana

In Italia e nel mondo queste personalità virtuali vengono già ingaggiate da brand di ogni tipo. In particolare, alcune di esse sono famose per le collaborazioni di prestigio che hanno saputo accaparrarsi. Qualche esempio? Lil Miquela, Leya Love e Aitana Lopez, che spopolano all’estero. Invece il titolo di influencer virtuale italiana più celebre è conteso da Nefele, Zaira e la coppia di gemelle Eli e Sofi. Quest’ultime hanno soffiato l’Italy Ambassador Award nel settore fashion ad influencer in carne ed ossa già due volte.
L’ultima in ordine di tempo è Emily Pellegrini, una ragazza così bella e verosimile da aver ingannato sui social molti calciatori, che hanno tentato di corteggiarla.

Influencer virtuali e marketing: pro e contro per le aziende

Pur viaggiando in parallelo rispetto all’influencer marketing tradizionale, quello virtuale necessita di competenze totalmente differenti.

Chiara dal Ben, Marketing e Innovation Director di FLU

Vanno – infatti – valutati tutti i vantaggi e gli svantaggi connessi al creare un’influencer virtuale capace di rappresentare il proprio brand. Tra i primi, sicuramente rientra la scelta di affidarsi a un essere artificiale e quindi, per sua natura, non soggetto all’emotività e agli errori tipici delle persone umane.
Le recenti polemiche e cause in corso contro Chiara Ferragni fanno riflettere proprio in tal senso. L’influencer virtuale dice e fa solo ciò per cui è stata programmata.

L’altra faccia della medaglia: influencer virtuali AI e autenticità

Lo svantaggio principale però è proprio questo. Se creiamo delle influencer virtuali, per quanto queste possano mostrare comportamenti simili a quelli umani, saranno sempre comunque delle macchine.

Non ho opinioni personali, poiché sono un programma informatico senza coscienza o sentimenti – puntualizza –. Sono qui per fornire informazioni e assistenza. Se hai domande specifiche o hai bisogno di aiuto su qualcosa, sarò felice di assisterti.

Influencer virtuale Rebecca Galani, Wired.

Domanda da un milione di dollari: per il pubblico di oggi, sempre più interessato all’autenticità e all’imperfezione, sarà piacevole interagire con una creatura che, per sua stessa ammissione, non ha opinioni?

Conclusioni

Creare un’influencer virtuale è solo uno dei molti modi che esistono per diffondere l’immagine di brand e legarla a una strategia di social media marketing integrata. Al momento queste creature sono imperfette proprio perché troppo perfette: la loro mancanza di difetti e piccole contraddizioni le fa apparire poco autentiche agli occhi del pubblico, soprattutto italiano. In altre parti del mondo, come in Giappone, hanno però ottenuto un enorme successo. La scelta di creare un’influencer virtuale o affidarsi a brand ambassador reali dipende dal proprio pubblico, dagli obiettivi di marketing e da come evolveranno le tecnologie dell’AI.

Noi di Octotech Solutions continueremo a raccontare le evoluzioni della tecnologia e delle strategie di marketing digitale. Seguici per scoprire ogni novità.

Author

Giovanna

“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà” scriveva il mio conterraneo, Luigi Pirandello. Come lui sono nata ad Agrigento 29 anni fa e oggi vivo in Veneto con mio marito. Innamorata delle parole, lettrice compulsiva e appassionata del caos, oggi lavoro come copywriter, redattrice e traduttrice freelance. Per farlo ho preso una laurea in Mediazione Linguistica e un Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda, ho effettuato numerose collaborazioni con testate giornalistiche italiane e internazionali e svolto progetti di volontariato anche all’estero. E poi ho continuato a leggere e scrivere, leggere e scrivere sempre. Ho pubblicato il mio primo libro “Vogueabolario – Le Parole della Moda” nel 2015. Nonostante le mie malattie croniche, cerco di vivere ogni giorno appieno e di sfruttare tutte le tecnologie possibili per lavorare, socializzare e studiare anche dal divano di casa. Non so se si nota, ma sono una Corvonero.

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