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Frequenza di rimbalzo ottimale: controlla il tuo sito

frequenza di rimbalzo ottimale

Sogni una frequenza di rimbalzo ottimale? In questo articolo i desideri diventeranno realtà! Ti aiuteremo a capire come misurarlo e quando è il caso di agire. Riuscirai in poco tempo a migliorare l’esperienza dell’utente e ottimizzare in chiave SEO l’intero sito web. Non perdiamo altro tempo, hai delle metriche da analizzare!

Frequenza di rimbalzo cos’è?

frequenza di rimbalzo ideale

Se vuoi ottimizzazione il tuo sito web ci sono dei valori che devi prendere in considerazione. La frequenza di rimbalzo ideale, o bounce rate, è uno di questi. Serve per indicare la percentuale di utenti che accedono alla tua pagina e poi vengono rimbalzati via.
Tecnicamente può essere definita nel seguente modo:

la frequenza di rimbalzo è il rapporto tra le sessioni di una sola pagina e il numero totale di sessioni o la percentuale di tutte le sessioni sul tuo sito nelle quali gli utenti hanno visualizzato una sola pagina e hanno attivato una sola richiesta per il server Analytics.

Google Analytics

Di solito la frequenza di rimbalzo ideale deve essere bassa. Perché indica che sono pochi i visitatori che scappano dal nostro sito. Nel caso contrario potrebbero esserci una serie di problemi relativi al portale, alle pagine o alle varie strategie di marketing applicate.
Capire qual è la tua frequenza di rimbalzo ideale non è difficile. In pratica dovrai solo seguire questi step:

  1. accedere all’account di Google Analytics;
  2. cliccare su Comportamento poi su Contenuti del sito;
  3. selezionale le Pagine di destinazione.

In poco tempo riuscirai a capire quali sono le pagine con una frequenza di rimbalzo ideale e quali devono essere migliorate. Potrai anche scaricare un file excel con il report completo di tutte le pagine.

Cosa non è frequenza di rimbalzo

Prima di comprende quando si può definire una frequenza di rimbalzo ottimale è doveroso fare una precisazione. Spesso si corre il rischio di confondere questo valore con l’exit rate, che possiamo tradurre in frequenza di uscita. Già dal nome avrai capito che queste due metriche sono molto simili tra loro, ma allo stesso tempo ben distinte. L’exit rate, infatti, si concentra sul numero di persone che abbandonano una specifica pagina, indipendentemente dalle attività precedenti.

Ancora non è chiaro? Facciamo un esempio concreto.

Se un utente visita la tua pagina “chi siamo” partendo dai risultati del motore di ricerca e poi esce subito allora parliamo di rimbalzo. Se, invece, passa dalla home alla pagina “chi siamo” parliamo di uscita.

Dal punto di vista SEO, la metrica dell’exit rate serve per ottimizzare il tasso di conversione degli utenti all’interno le pagine di un sito web.

Frequenza di rimbalzo perché è importante?

Avere una frequenza di rimbalzo ottimale è vitale per l’ottimizzazione SEO del tuo sito! In particolare, ti aiuterà a comprendere se il tuo sito o la una pagina precisa è adatta per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato o se sono necessari dei cambiamenti.
Quando la frequenza di rimbalzo è troppo alta è un campanello d’allarme a cui devono conseguire delle azioni mirate.

Inoltre, riuscire ad ottenere una frequenza di rimbalzo ideale è importante per analizzare il grado di apprezzamento dei visitatori. Se l’utente una volta entrato in una tua pagina “scappa” vuol dire che c’è qualcosa che non funziona a livello di contenuti o di grafica. Potrebbe essere dovuto a un’ottimizzazione SEO errata o a dei problemi tecnici che rendono negativa l’user experience dell’utente.

Qual è la frequenza di rimbalzo ottimale?

Ora che hai compreso l’importanza di una frequenza di rimbalzo ottimale cerchiamo di capire quando è troppo alta ed è il momento di agire. Dobbiamo fare una premessa, però, che rende la questione più complessa. Non esiste un valore uguale per tutti.
Statisticamente una frequenza di rimbalzo ideale si aggira tra il 30% e il 70%. Dopo questa soglia bisognerebbe attivarsi. Generalmente possiamo dire che una frequenza di rimbalzo alta equivale a una permanenza media bassa dell’utente sul nostro sito.

Tuttavia è bene che questo valore sia sempre contestualizzato per capirne i motivi. Facciamo un esempio concreto per aiutarti a comprendere.

La tua home page deve assolutamente avere una frequenza di rimbalzo bassa. Questo, perché, è la chiave di accesso a tutte le altre pagine. Una pagina specifica su un particolare prodotto o servizio – invece – può avere anche una frequenza di rimbalzo più alta. Se la pagina di un blog risponde solo a una domanda oppure invita l’utente a uscire dal sito è accettabile che la frequenza di rimbalzo sia più alta.

Consigli per ottenere una frequenza di rimbalzo ideale

Hai analizzato la tua frequenza di rimbalzo ed è troppo alta? Con molta probabilità c’è qualche errore che spinge l’utente a lasciare subito il tuo sito web.
Se hai configurato Google Analytics sul tuo sito web potrai facilmente comprendere quali sono gli elementi da migliorare. Qui di seguito gli errori più comuni che permettono di raggiungere una frequenza di rimbalzo ottimale:

  • sito web troppo lento;
  • contenuti non pertinenti con il posizionamento SEO:
  • link corrotti e pagine con errore 404;
  • pubblicità troppo invasive:
  • percorso tra le differenti pagine del sito poco lineare;
  • call to action non ben visibili.

Scopri quali sono le tecniche per rendere il tuo sito web più veloce!

Strategia per avere frequenza di rimbalzo ottimale

bounce rate

Partendo dagli errori più comuni bisogna agire per raggiungere una frequenza di rimbalzo ideale. Ti mostriamo subito qualche passaggio da inserire nella tua strategia di ottimizzazione. In questo modo, riuscirai a far felice i visitatori e anche i motori di ricerca!

Sfrutta i test A/B

Per capire quale strategia sia adatta al tuo sito sfrutta i test A/B. Ti permettono di analizzare l’andamento di due pagine simili, ma con degli elementi differenti. In questa maniera, sarà più semplice comprendere quale delle pagine è più performante o quali sono le CTA più efficaci. Durante le diverse analisi devi avere sempre in considerazione la frequenza di rimbalzo e valutare quella con una percentuale più bassa.

Velocizza il caricamento delle pagine

Un sito per essere efficace deve essere veloce. Non esistono MA che tengano.
Secondo lo stesso Google, un sito lento porta a un’alta frequenza di rimbalzo. Basta anche un secondo di troppo per rimbalzare l’utente fuori dal tuo sito web. Si è dimostrato che una diminuzione di velocità di 1 o 2 secondi può portare la frequenza al di sopra del 30%. È bene, quindi, concentrarsi su tutte quelle attività che portano a diminuire il caricamento delle pagine o dei contenuti inseriti al loro interno.

Sito responsive

Gli utenti possono visitare il tuo sito da tantissimi device differenti. Nel momento in cui realizzi una pagina devi porre la tua attenzione sull’user experience degli utenti. Sia da desktop che da mobile. Google, quando analizza un sito si concentra molto sulla responsività da mobile. Non solo devi essere certo che i contenuti sia adatti alla visualizzazione da uno schermo più piccolo, ma devi tenere in considerazione anche il tempo di caricamento degli elementi. Tutto ciò, andrà a impattare con l’esperienza utente e – inevitabilmente – sulla frequenza di rimbalzo.

Se un utente capita su una pagina con errore 404 scapperà dal tuo sito. Devi assicurarti che la struttura del tuo sito sia pensata per facilitare la navigazione del visitatore. Non puoi permetterti di avere dei link corrotti o delle pagine non coerenti con la CTA. Questo è uno dei principali motivi per cui vedrai aumentare la frequenza di rimbalzo.

Concentrati sul contenuto delle pagine

Le pagine devono essere attraenti per l’utente. Quindi occorre scrivere contenuti rilevanti e anche ordinati graficamente. Il tuo obiettivo è invogliare a leggere a svolgere il comportamento sperato.
Una cosa è certa: un utente che capita in una pagina dove c’è un testo lunghissimo – pieno di parole e senza immagini – se ne andrà via all’ostante! Per l’ottenimento della frequenza di rimbalzo ideale devi suddividere il testo in blocchi, alternarlo con immagini/video e lasciare il dovuto spazio.

Controlla il titolo la tua meta description

Potrebbe succedere che l’aumento della frequenza di rimbalzo dipenda da una cattiva ottimizzazione SEO. Se ti posizioni con una keyword, ma l’argomento trattato non è inerente, è un gran problema! Per evitare ciò e raggiungere una frequenza di rimbalzo ottimale bisogna scrivere titolo, url e meta descrizione coerenti alle tematiche trattate all’interno della pagina. Più riesci a scrivere dei contenuti interessanti per l’utente e più aumenterà la permanenza sul tuo sito web.

Pronto a raggiungere una frequenza di rimbalzo ottimale?

Ora sei finalmente pronto per raggiungere una frequenza di rimbalzo ideale! Ti basterà seguire i nostri consigli per ottenere tantissimi benefici. Sei hai ancora qualche dubbio o perplessità non esitare a contattarci. Il team di Octotech Solutions è sempre pronto ad aiutarti a superare ogni difficoltà e a raggiungere i risultati sperati.

Author

Enrica

Ciao a tutti, sono Enrica (con la enne mi raccomando)! Da quasi 27 anni passo il mio tempo a correggere le persone che sbagliano il mio nome. Con una laurea in comunicazione e marketing ho trasformato le mie passioni in lavoro! Amo scrivere contenuti di ogni genere, l’importante che siano interessanti e utili per i miei lettori. Il mio mantra nella vita è “non annoiarsi mai”. Amo mettermi alla prova ogni giorno con nuove avventure e sfide per arricchirmi professionalmente… e non solo! Nel tempo libero, infatti, mi piace provare nuovi sport e viaggiare verso Paesi poco conosciuti.

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