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Keyword research: cos’è la ricerca delle parole chiavi

Di una cosa siamo sicuri. Anzi sicurissimi. Cioè che, per posizionare un sito web ai primi posti dei motori di ricerca e conquistare utenti, essere bravi con la scrittura non basta.
E allora? Come interveniamo?
La soluzione esiste e si chiama keyword research. Va precisato subito che non si tratta di un’arma segreta, che solo gli specialist SEO conoscono. Ma di una attività fondamentale del digital marketing.

Dunque, pronti a scoprire il valore delle parole e – soprattutto – come utilizzarle per scalare la SERP?
Perfetto. Non resta che proseguire con la lettura.

Che cos’è la keyword research

keyword research

Keyword research sta per “ricerca di parole chiave“.
L’espressione è particolarmente significativa. Descrive l’insieme di operazioni che servono ad individuare quali sono le parole inserite dagli utenti sui motori di ricerca per trovare informazioni, servizi o prodotti.
Ma qual è l’obiettivo finale? Perché lo facciamo? Semplice.
Il nostro scopo è di intercettare quello che in gergo si definisce search intent. Cosa vogliono le persone dalla Rete. In altre parole, identifichiamo keyword per costruire strategie SEO efficaci.

La SEO on-page non è più soddisfatta dall’uso di parole chiave grezze. La corrispondenza delle parole chiave con gli intenti di ricerca è fondamentale.

Rand Fishkin

A cosa serve la ricerca di parole chiave

Il world wide web è un universo affollato. Esistono circa 200 milioni di siti web attivi. Certo… è una cifra che fa riflettere e tirare conclusioni. Insomma, non c’è dubbio. Per avere successo online bisogna impegnarsi. Proprio come nella vita reale.
Quindi? Qual è il primo step? Quello di cercare di conoscere il proprio pubblico, che è anche il punto di partenza di qualunque keyword research che si rispetti.
Ma cosa possiamo ottenere con questo lavoro? Un set di parole chiave sorprendentemente utile. Da adoperare per:

  • ottimizzare il nostro sito web o blog in chiave SEO;
  • creare contenuti di valore e sviluppare un piano editoriale adeguato.

Ricordiamo infine che la keyword research ci permette di comprendere meglio il nostro mercato di riferimento. E non solo. Anche di scovare le famose money keyword. Ossia quali parole chiave assicurano un maggiore tasso di conversione.
Mica roba da poco!

Principali tipologie di keyword

Prima di spiegare come si pianifica una keyword research conviene iniziare dall’ABC. Dal glossario base.
Innanzitutto va specificato che si distinguono tre tipi di parole chiave:

  • principali = corrispondono all’intento di ricerca primario dell’utente (ad esempio “web marketing”);
  • secondarie = sono formate da keyword principale + uno o più termini aggiuntivi (“web marketing festival”, “web marketing specialist”);
  • correlate =sono sinonimi, estensioni o varianti della keyword principale (“digital marketing”, “online marketing”).

Non è finita qui. C’è un’altra classificazione che riguarda le parole chiave e il loro volume di ricerca. Parliamo di keyword:

  • di testa/short tail = sono composte da un solo termine, presentano alto livello di competitività e risultano estremamente difficili da posizionare (scarpe);
  • a coda media/medium tail = costituite da 2-3 termini, restringono ricerca e concorrenza (negozio scarpe Roma);
  • a coda lunga/long tail = si tratta di vere e proprie frasi di 4-5 parole che – generalmente – nascondono una volontà di acquisto o conversione (negozio scarpe Roma via Quirino Majorana).

Tutto chiaro? Bene. Allora chiudiamo il paragrafo con un’osservazione che funziona pure da consiglio pratico.
Non farti ingannare dai numeri altisonanti. Non sempre si traducono in esiti positivi.
Ad esempio, le parole chiave a coda lunga hanno volumi di ricerca inferiori. Ma anche maggiore probabilità di successo. Consigliamo di impiegarle specialmente per la realizzazione di campagne Google Ads.

Come comprendere gli intenti di ricerca degli utenti

Ci siamo. Finalmente si entra nel vivo del discorso.
Ormai l’avrai capito: il cuore della keyword research è l’utente stesso. Ecco perché dobbiamo tentare di immedesimarci. Sforzarci di intuire gli intenti di ricerca di qualunque ipotetico visitatore. Per essere sicuri di prevedere le sue azioni e agire di conseguenza.
Ma se vogliamo raggiungere l’obiettivo c’è bisogno di preparazione. Analisi. Il primo passo obbligato? Rispondere ad un paio di quesiti essenziali. E cioè:

  1. A chi si rivolge il nostro sito web?
  2. In quale punto del funnel di conversione si trovano gli utenti interessati?
  3. Cosa offriamo di diverso dagli altri?

Una volta individuato il nostro pubblico sarà più facile andare avanti. Le query/keyword – infatti – non sono tutte uguali. Si dividono in:

  • informative = servono ad ottenere informazioni generiche (come usare TikTok/cosa vedere a Roma);
  • navigazionali = si inseriscono per trovare siti web o contenuti specifici. In genere si tratta di query che includono brand o marchi. (lady Gaga Instagram/sito Ikea);
  • transazionali = lo scopo della ricerca è completare una transazione o concludere un acquisto (scarica un ebook/compra corso online inglese);

C’è qualcosa da aggiungere? Sì, una quarta categoria.
Quella delle parole chiave locali. Come suggerisce il nome, circoscrivono un interesse geografico o indirizzano verso un’attività commerciale fisica (negozio auto San Marino).

Suggerimenti per una keyword research vincente

ricerca parole chiave seo

Sul versante teoria dovremmo stare apposto. Ora si passa alla parte pratica.
Insomma, prendi il tuo computer, un quaderno e comincia a prendere nota. Il tuo obiettivo è quello di mettere in piedi una keyword research coi fiocchi? Allora, ti invitiamo a consultare la nostra TO DO LIST.
È stringata, ma esaustiva.

  1. Crea un primo elenco di parole chiave
    Cerca di studiare il tuo settore di competenza. Consigliamo di controllare: cosa scrivono i competitors, i risultati della SERP e le discussioni dei forum. Sono escamotage che ci permettono di avere un’idea esatta della strada da prendere.
  2. Esamina le metriche
    Bisogna restringere il cerchio. In che maniera? Si tratta di verificare su quale parola chiave conviene scommettere. Per farlo ricorriamo almeno a due dati fondamentali. Ovvero, il volume di ricerca e la keyword difficulty (quanto è difficile piazzarla ai primi posti dei risultati organici).
  3. Realizza un articolo di prova
    Ce lo insegna anche la scienza. Ogni teoria va dimostrata coi fatti. Quindi prendi la tua parola chiave e usala per ottimizzare una specie di contenuto di rodaggio. Se i risultati sono quelli sperati vuol dire che stai andando verso la giusta direzione. In caso contrario, ricomincia da capo. A volte è una questione di minuzie. Addirittura, di declinazione singolare o plurale.

P.S. Nel 2013 – con l’avvento dell’algoritmo Hummingbird – la ricerca parole chiave Google cambia profondamente. Qual è una delle novità che vale la pena citare? L’attenzione verso la ricerca vocale che nasce come risposta spontanea al boom dei dispositivi mobili.

Quali sono gli strumenti consigliati

Come possiamo agevolare la nostra ricerca parole chiave SEO? Non abbiamo esitazioni al riguardo. Con uno strumento ad hoc.
Basta scegliere quello adatto alle proprie esigenze valutando le funzioni offerte, costi e budget complessivo.
Ti sembra complicato? Non preoccuparti.
Ti aiutiamo nella selezione illustrando alcuni dei tool più popolari.

  • Google Trends è un servizio gratuito di Google.
    Come possiamo impiegarlo? Principalmente per capire cosa cercano le persone in Rete, qual è il loro grado di interesse e la stagionalità delle parole chiave.
    L’uso è semplice ed intuitivo. Non serve nemmeno registrarsi. Inserisci la keyword per scoprire subito: volumi di ricerca, posizione geografica degli utenti coinvolti e query correlate.
  • Answer The Public rappresenta uno dei migliori strumenti SEO sulla piazza. Trascrivendo la parola chiave ottieni un diagramma circolare che include domande correlate, preposizioni e previsioni di ricerca. Insomma, una miniera di informazioni da cui trarre spunto per la creazione di nuovi post. Tieni presente che la versione free dà accesso ad un numero limitato di ricerche giornaliere.
  • SEMrush è il non plus ultra dei tool a pagamento. Mette a disposizione una serie praticamente sconfinata di funzioni utili per la ricerca di parole chiave. Ad esempio: la possibilità di realizzare una panoramica keyword completa (con tanto di analisi CPC, volume, variazioni, domande, difficoltà, ecc.) e di trovare parole chiave long tail ad alto potenziale, grazie a Keyword Magic Tool.
  • SEOZoom è una suite 100% italiana. I suoi punti di forza sono innumerevoli. In primis, il database. Conta oltre un miliardo di parole chiave destinare al mercato nazionale. Il servizio è a pagamento, ma decisamente conveniente.

L’elenco dei THE BEST non è così breve. Prima di avviarci alla fine di questa guida dobbiamo menzionare almeno Google Keyword Planner di Google Ads e Ubersuggest di Neil Patel.

Conclusioni

Ci troviamo al giro di boa. A questo punto dovresti aver colto due aspetti fondamentali della questione SEO.
Ossia: come cercare le parole chiave in un testo e perché chi ha un’attività online non può rinunciare alla keyword research.
Vuoi saperne di più? Allora ti consigliamo di dare un’occhiata alle pagine di Keyword research avanzata: Strategie e architetture SEO performanti di Alvise Canal. Troverai tips utili e indicazioni su come muoverti in questo campo.

Per tutto il resto ci siamo noi di Octotech Solutions. Contattaci per maggiori informazioni. Rispondiamo in pochissimo tempo!

Author

Valentina

Confucio diceva “scegli il lavoro che ami e non lavorerai un solo giorno nella vita”. Beh, io sono una dei fortunati. Da circa dieci anni mi occupo di contenuti per il web e ho anche aperto un conto in banca. Da piccola - erano gli anni ’90 - mi regalavano macchine da scrivere giocattolo, penne e quaderni. Poi sono diventata teledipendente, cinema addicted e nazigrammar (scherzo!). Ho aggiunto una Laurea in Lettere e una Olivetti Lettera 22 da mettere sulla scrivania vicino al computer. Non mi sono fatta mancare la famosa esperienza all’estero. Ho vissuto un paio di anni in Inghilterra per capire che il pomeriggio non è mai troppo azzurro (e lungo) per me. Quindi sono tornata a casa come Lessie, ma mi piacciono i gatti. Ora faccio parte del team Octotech Solutions e inizio ogni giorno a suon di caffè, PC e TG regionale.

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