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Snack content: cos’è e come usarlo al meglio

snack content marketing

Cosa sono i contenuti da sgranocchiare? Esattamente ciò che il nome suggerisce: piccole informazioni veloci, facilmente “digeribili” e da consumare in fretta. Anche mentre si sta facendo qualcos’altro. Si tratta di una tendenza del content marketing che è destinata a diventare sempre più importante. Con una soglia dell’attenzione sempre più bassa e un desiderio continuo di fare multitasking, lo snack content attrae soprattutto i giovanissimi. Ma non solo. Scopriamo insieme di cosa si tratta e come integrarlo nella tua strategia.

Cos’è uno snackable content?

snackable content

Hai presente pop corn, sacchetti di patatine e barrette di cioccolato che consumi mentre guardi un film al cinema? Ecco, il concetto di snack content è lo stesso. Qualcosa di “masticabile” velocemente, che non richieda troppa attenzione, ma in grado di dare grande soddisfazione.
Sono quei contenuti, veicolati soprattutto sui social, che si leggono e ricondividono in pochi secondi. Quindi da un lato necessitano di una notevole attenzione da parte di chi li crea, dall’altro sono semplici e immediati per chi li consuma.

Esempi di snack content

Pensa all’ultimo post Instagram che hai ricondiviso sulle tue stories. Scommettiamo che molto probabilmente era un carosello? E nello specifico la slide di un carosello che ti ha colpito di più. Ingredienti?

  • Poco testo molto incisivo;
  • un’ottimo studio della grafica;
  • concetti chiari ed espressi in modo sintetico.

Ecco cos’è uno snackable content: facile da leggere e da ricondividere, arriva dritto al cuore dei tuoi follower. Ti ispira a ripostarlo grazie alle accortezze che i social media manager hanno applicato alla sua creazione; dal copy alla grafica alla suddivisione delle informazioni.
Un altro esempio interessante di snack content, sempre sulla piattaforma Instagram, sono i reel. Pochissimi secondi per trasmettere un’informazione, un’idea o anche solo una sensazione. C’è quasi un desiderio compulsivo di ricondividerli.

La psicologia dietro lo snack content marketing

millennials e gen z

A rendere così importanti gli snack content sono una serie di caratteristiche che caratterizzano gli utenti dei social media. Prima di tutto l’età. Quando fai marketing generazionale, devi scoprire come si muove ogni fascia d’età sulle piattaforme che presidi.
Di sicuro Millennial e Gen Z sono particolarmente attratti dai contenuti veloci e immediati. Non si tratta di superficialità, quanto piuttosto di abitudini di consumo. Chi è cresciuto – o addirittura nato – in un mondo smart è costantemente bombardato di informazioni. Inevitabile che a fare breccia siano quelle più veloci, intuitive e informative.

Non solo giovanissimi

Attenzione. Anche altri segmenti di pubblico sono attratti dallo snack content marketing. Per esempio coloro che visitano i social media durante il tragitto casa-lavoro o in pausa pranzo. Ancora una volta, non si tratta di superficialità quanto di opportunità di scoprire notizie, avere informazioni e condividere esperienze nel modo quanto più veloce possibile, adeguato ai propri ritmi di vita.
Ecco perché non puoi pensare alla snack content strategy come a qualcosa da improvvisare. Anzi. Se il tempo di attenzione dell’utente è basso, il post dovrà essere impeccabile.

Snack content vantaggi e svantaggi

Allora è arrivato il momento di mettere un po’ di cose sul piatto della bilancia. Gli snackable content sono “buoni o cattivi”?
Diciamo che, come qualunque strategia di marketing, ha pro e contro. I primi ti saranno forse più chiari. I post sono facilmente condivisibili, quindi creano più engagement rispetto a un long-form, hanno un forte impatto emotivo sull’utente e un alto potenziale di viralità. Proprio per gli stessi motivi, però, possono procurare dei problemi alla tua strategia di social media marketing.
Approfondiamo la questione nel prossimo paragrafo.

Il lato oscuro dei contenuti snack

Se il contenuto viene letto e ricondiviso alla velocità della luce, rischi che il messaggio arrivi all’utente in modo distorto o comunque non preciso. Inoltre, chi consuma solo snackable content può non avere una visione completa e approfondita di un argomento. Proprio perché recepisce molte informazioni in maniera sbrigativa.

[…]se non stiamo più attenti alla maniera in cui “mangiucchiamo” le pillole che i social ci offrono, potremmo presto raggiungerli nelle schiere degli alfabeti funzionali che popolano i social.

Ginevra Gatti e Malvina Montini

La soluzione: snack content di qualità

contenuti veloci

Per ripararti dall’accusa di superficialità, devi curare i tuoi snackable content con precisione maniacale, proprio come faresti con un lungo articolo, una guida o un video-essay. Secondo rantcracker.com, le caratteristiche vincenti di uno snack content sono:

  • DIMENSIONI ridotte,
  • GRAFICA coinvolgente,
  • CONTENUTO facilmente comprensibile.

Quindi rientrano in queste categorie: i caroselli, le stories, le infografich,; le citazioni di personaggi famosi o le recensioni di clienti della tua azienda, i mini-video come reels e TikTok. La velocità di consumo di tali contenuti – però – non deve mai corrispondere a banalità o approssimazione. Il rischio è altissimo: se condividi contenuti del genere o addirittura falsi, gli utenti perderanno fiducia in te.

Come si realizza un contenuto sgranocchiabile di valore

All’interno del tuo calendario editoriale social, puoi alternare snack content a post e articoli più lunghi. Questo ti permetterà di ottenere un alto tasso di engagement. Ma pure di approfondire gli argomenti legati al tuo brand aziendale o professionale.
Insomma, gli utenti sapranno che possono rivolgersi a te sia per una news veloce che per un approfondimento su un tema a cui tengono.

P.S.
Come ogni elemento della tua content strategy, anche i contenuti snack vanno creati con cura e attenzione, portando valore alla persona che li legge. Devi pensare che tutta la potenza comunicativa di un long-form vada concentrata in una slide o in un’infografica.

I trucchi del mestiere

Per tutti coloro che si occupano di contenuti, la sintesi è insieme una sfida e un’opportunità. Quando crei snack content devi condensare valore e informazioni in poche parole e immagini. Ecco alcuni passi da seguire.

mobile friendly
  1. Prendi ispirazione dai long-form. Puoi creare il tuo primo snack content proprio a partire da un contenuto già presente sul tuo sito o il tuo blog. Cogli le informazioni principali e riassumile in bullet point esaustivi ma sintetici.
  2. Fai realizzare una grafica distintiva. Il tuo reparto grafico o un professionista esterno creeranno per te dei template con il logo o i colori del brand. Così potrai riutilizzare lo stesso layout per tutti i tuoi snackable content, e gli utenti ti riconosceranno.
  3. Ottimizza per il mobile. Una delle caratteristiche principali dei contenuti veloci è che vengono consumati sullo smartphone o sul tablet. Assicurati che immagini e template siano ottimizzati per quegli schermi.
  4. Analizza il risultato. Studia l’engagement ottenuto dagli snack content per capire se ci sono argomenti o template che ottengono maggior successo di altri, e vai in quella direzione.
  5. Collega gli snackable agli altri contenuti. Immagini e reel attraggono l’attenzione degli utenti su un argomento. Non sprecare quel focus, ma usalo in modo strategico per portare gli utenti dove vuoi (sul sito, su una landing page, su una pagina di prodotto).

Il nuovo consumo culturale legato agli snack content

Le piattaforme di social media e la mobile culture hanno cambiato il nostro modo di accedere alle informazioni, ma non solo. Intere sottoculture sono quotidianamente alimentate dagli snack content, come le fanbase di una serie tv; i lettori appassionati di un particolare genere; i cuochi alla ricerca di nuove ricette. Perfino gli amanti della storia o dell’ingegneria o chi si interessa alla scienza.
Una nuova filosofia di consumo sta prendendo piede e diventerà sempre più il metodo dominante per informarci e intrattenerci.

Entrare nelle nicchie sui social

Questa nuova modalità di consumo potrebbe rappresentare una vera rivoluzione nella vita di tutti i giorni. Anzi potremmo dire che è una rivoluzione già in atto. Catturare l’attenzione degli appassionati di una materia o dei tuoi potenziali clienti tramite snack content è la normalità. Lo si può facilmente intuire dalle serie tv e – in generale – dalla cultura pop. Alcune scene e alcuni contenuti sembrano girati appositamente per diventare un reel da ricondividere all’infinito.

Allora perché non fare lo stesso con i tuoi contenuti social? Ci sono infinite nicchie da esplorare e – di certo – la tua è là fuori, fatta da utenti che aspettano il contenuto perfetto da sgranocchiare e ricondividere.

Conclusioni: come usare lo snack content

A questo punto hai capito che questo è uno strumento potenzialmente straordinario per la tua content strategy. Lo snack content marketing può trasformare in meglio il tuo business online, rendendo semplice e immediatamente condivisibile anche l’argomento più complesso.
Presta attenzione a non banalizzare, studia il formato preferito dal tuo pubblico e inizia a sperimentare: siamo certi che troverai grandi soddisfazioni!

Author

Giovanna

“Io dunque son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realtà” scriveva il mio conterraneo, Luigi Pirandello. Come lui sono nata ad Agrigento 29 anni fa e oggi vivo in Veneto con mio marito. Innamorata delle parole, lettrice compulsiva e appassionata del caos, oggi lavoro come copywriter, redattrice e traduttrice freelance. Per farlo ho preso una laurea in Mediazione Linguistica e un Master in Comunicazione e Giornalismo di Moda, ho effettuato numerose collaborazioni con testate giornalistiche italiane e internazionali e svolto progetti di volontariato anche all’estero. E poi ho continuato a leggere e scrivere, leggere e scrivere sempre. Ho pubblicato il mio primo libro “Vogueabolario – Le Parole della Moda” nel 2015. Nonostante le mie malattie croniche, cerco di vivere ogni giorno appieno e di sfruttare tutte le tecnologie possibili per lavorare, socializzare e studiare anche dal divano di casa. Non so se si nota, ma sono una Corvonero.

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